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La vita degli altri
inviato da Vito, 16 aprile 2007 @ 23:36
Dopo due nomination sfumate per altrettanti validi film ambientati nel periodo nazista (Der Untergang e Sophie Scholl), quest'anno il cinema tedesco ha potuto festeggiare l'Oscar per il miglior film straniero. E poiché quello germanico è un popolo che tra le tragedie della storia ha solo l'imbarazzo della scelta, Das leben der anderen racconta una vicenda più recente ma non più allegra, quella della DDR.

"La vita degli altri" è quella che Gerd Wiesler, per conto della Stasi, deve tenere sotto controllo, attraverso sofisticati sistemi di intercettazioni ambientali installati all'insaputa dei sorvegliati. Ma al freddo funzionario, abituato a condurre interrogatori con metodi disumani e a far leva sulla pressione psicologica per ottenere le confessioni più impossibili, capiterà qualcosa di imprevedibile quando gli sarà affidato l'incarico - apparentemente banale - di spiare il drammaturgo Georg Dreyman [qui la trama completa, finale incluso].

La nota più evidente del film è senza dubbio il cambiamento di Wiesler, nel suo atteggiamento rispetto al regime comunista e soprattutto di fronte alla vita; tuttavia sarebbe riduttivo fermarsi qui, a un lieto fine un po' moralistico, che poi tanto lieto neanche sarà. C'è qualcosa di più profondo e interessante nel modo in cui questo cambiamento avviene: il fatto che le vite di Wiesler e Dreyman resteranno per sempre segnate l'una dall'altra anche se i due, per tutto il film, non si parleranno mai. Ed è anche qualcosa di un po' misterioso di cui ognuno, nel suo piccolo, può fare esperienza: ci si può trovare la vita cambiata da una persona, senza che si abbia mai avuto l'occasione di farglielo presente.

Non a caso il vibrante finale suggerisce un altro tema che fa pensare, quello della gratitudine. Ma questo ci porterebbe ad anticipare troppo a chi non ha visto il film, che è nelle sale italiane in questi giorni. Già, non tutti sono così masochisti da sorbirselo in lingua originale come ha fatto il sottoscritto. Anzi, in verità ho già in caldo un altro bel film auf Deutsch, di cui spero di parlare a breve...

Mezzacapa non era stato a Cinisello
inviato da Vito, 7 febbraio 2007 @ 15:12
- Acqua, vento... e nebbia! Eh... nebbia, nebbia.
- Ah... questo mi impressiona. Tutto, ma la nebbia...
- Eh, a Milano quando c'è la nebbia non si vede.
- Perbacco! E chi la vede?
- Cosa?
- Questa nebbia, dico.
- Nessuno.
- Ma dico, se i milanesi a Milano quando c'è la nebbia non vedono, come si fa a vedere che c'è la nebbia a Milano?
- No, ma per carità, quella non è una cosa che si può toccare, diciamo...
- Non si tocca?
- No, quella è una cosa che... penetra.
- Ah, non si tocca.
(da Totò, Peppino e la malafemmina)


Realismo e berlusconismo
inviato da Vito, 14 ottobre 2006 @ 14:30
Stando al TG1, Paolo Virzì ha dichiarato che il suo nuovo film su Napoleone (prodotto da Medusa, di proprietà di Berlusconi) è anche un film contro il berlusconismo, cioè una visione del mondo che allontana la gente dalla vita reale.

Del resto, la sua storia gli dà ragione: grazie ai soldi di Berlusconi, può starsene dietro alla macchina da presa invece di andare a zappare la terra. Più allontanato di così dalla vita reale...