to kalon
Vagliate tutto, trattenete il valore (1Ts. 5,21) itususususususitititusititfritcnitit

Povera Minerva!!!
inviato da Pietro, 15 gennaio 2008 @ 13:39

L’aveva anticipato mio fratello in un commento qualche tempo fa, non avevo voluto parlarne perché mi metteva tristezza. Ieri, col tempismo di tamponare l’emergenza rifiuti che un giorno sembra il problema più grosso del mondo e poi passa in terza-quarta notizia, è arrivata sui titoli del Tg1. Oggi, campeggia sulle prime pagne dei giornali online. Il Papa viene invitato in Sapienza, a fare un saluto per l’inaugurazione dell’Anno Accademico; un professore emerito di Fisica, dall’alto dei suoi 50 anni di insegnamento e quindi dal fatto di non rischiare nulla, scrive una lettera di protesta al Rettore; di seguito altri, soprattutto professori di Fisica, molti dei quali a me noti, di cui ho anche seguito corsi all’epoca e dei quali non mi sorprende lo schieramento ideologico, hanno sottoscritto un’altra lettera, ribadendo la posizione contro il Papa, motivandola con una celebre frase estrapolata dal contesto. Quel che è successo è ben riportato da bloggers amici, non voglio riscriverlo.

Scrivo solo per ribadire, se ce ne fosse bisogno, che io sono col Papa. Di ragione basterebbe anche solo la stima per lui, per quello che ha da dire, per il coraggio con cui continua a dirlo e a ricordarcelo. Ma qui si aggiunge una certa disistima per un atteggiamento di aggressione che si può definire solo ideologica. Utilizzare la storia del processo a Galileo, di cui proprio i firmatari dovrebbero sapere la verità (se Galileo avesse portato oggi le prove che dette allora per le sue tesi di eliocentrismo, sarebbero stati tutti molto più impietosi di quanto fu San Bellarmino, che da difendere non aveva certo la cattedra…) e che invece sbandierano per fini di pura propaganda; ricacciare la storia della tradizionale autonomia dell'università (che sembra una cosa positiva in assoluto, ma oggi vediamo a cosa porta, in termini di pochezza economica e lobbysmo, e che probabilmente fino all'illuminismo non c'era e neppure era richiesta; e poi, tradizione è buona oppure cattiva?); portare a prova della laicità della stessa l'assenza di facoltà teologiche negli stati non confessionali (dal che arguisco che la Germania sia tale, dato che le più grandi università ne hanno addirittura due, cattolica e evangelica); dogmatizzare la spartizione di sfere di competenza fra scienza e fede (la guerra fredda del sapere?) salvo poi ritornare alla solita presuntuosa assunzione che la scienza oltre ai come può e deve arrivare anche ai perchè. Il resto lascio a chi vuole rileggere la lettera di Cini e i vaneggiamenti dei suoi seguaci. Poi si è arrivati dalla lettera all'appello, ai poveri studenti dei collettivi mobilitati in nome di "facciamo casino così anche questa settimana non si deve studiare" (come li chiama un mio amico,  fuorisede nullafacenti. E purtroppo la maggior parte figli di papà, perchè chi non può permetterselo, studia e si laurea, chi può gioca a fare il libero pensatore con le idee degli altri), e tutto si è sciolto nel solito tifo da stadio italico, a tratti coperto con alcune belle idee.
Adesso preghiamo che giovedì non solo vada tutto bene, ma sia un'occasione almeno per qualcuno. Serve solo la libertà (questa sì) di aderire al desiderio di usare la ragione.