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Viaggio in Italia 1: L’andata inviato da Pietro, 26 agosto 2007 @ 14:22 Siamo rientrati in Italia per le vacanze. Due settimane, vale la pena andare in macchina. A me piace guidare, è una delle cose che mi piace di più, e non mi pesa neppure tanto. E se poi capita l’occasione, si cerca di approfittare del viaggio per fare strade nuove e visitare altri posti: in questo caso, si accompagna Paolina a Chiavari, e si pernotta lì, accolti e coccolati dai di lei genitori come se fossimo figli adottivi. Capita, e nelle famiglie del movimento sempre. Weekend italiano inviato da Pietro, 17 maggio 2007 @ 23:45 Nella settimana di discussione sulla famiglia, tornata per fortuna prepotentemente alla ribalta, ci capita di rientrare in Italia, anche se solo per un weekend e a Milano. L'occasione? Il matrimonio di due carissimi amici di Monaco, emigranti lombardi, compagni dall'inizio dell'avventura tedesca: in sintesi, la nascita di un'altra famiglia. L'augurio è che sia un nuovo inizio nel cammino della vita, alla scoperta che lo spendersi per un altro diventa acquisto per sè, che la vera dimensione dell'io è tale di fronte ad un tu, e che quando si è in due, gli ostacoli della vita diventano sfide. E per ora, che si godano il loro fantastico viaggio di nozze... Rime a tutto gas inviato da Vito, 6 febbraio 2007 @ 08:51 Il benzinaio vuole in pompa magna serrare da stasera l'esercizio; per nuove leggi canta la sua lagna, per Coop il carburante è nuovo sfizio. Altro che vino, altro che lasagna: lo sciopero in Italia è vecchio vizio. Chi vuol restar da ciò preso in castagna? Tutti alle pompe prima dell'inizio. E quindi tutti in coda stamattina: il liquido prezioso può finire, il serpentone arriva quasi a Lecco. Governo ladro, non piove benzina! E intanto tutti in fila a rifornire, ché poi due giorni resta il tubo secco. Domenica bestiale inviato da Vito, 7 gennaio 2007 @ 20:27 Grazie al cielo non sono un abituale frequentatore del salotto televisivo domenicale, ma oggi digiuno calcistico, strascichi influenzali e altri motivi mi hanno portato inesorabilmente davanti al piccolo schermo. Ho potuto constatare come tale teatrino pomeridiano sia uno spaccato estremamente realistico della nostra Italia. Ignoravo, ad esempio, che due format fotocopiati - intitolati con poca fantasia Il ring e L'arena - si sfidano rispettivamente su Canale 5 e Raiuno. Sempre per lasciare spazio alla fantasia, oggi entrambi si occupavano della pena di morte. Nonostante qualche peregrinazione sull'altro canale durante la pubblicità, il mio zapping ha visto prevalere Mediaset, dove ospite d'onore era - manco a dirlo - Giacinto Pannella detto Marco, il quale - adesso che si è rinfrescato la gola - ha potuto dedicarsi principalmente a declamare i suoi versi preferiti, cioè gli indirizzi internet di Radioradicale.it, Radicali.it, Radicalparty.org, etc. etc... giusto per smentire chi osa avanzare l'ipotesi che dietro tanto impegno civile ci sia un po' di strumentalizzazione politica del caso-Saddam. Non è rimasto passivo il suo interlocutore Vittorio Sgarbi, che oltre a tacciare Pannella di fascismo (vecchio vizio, che almeno oggi ha risparmiato la Mussolini, pure ospite in studio) si è alterato non poco quando il leader radicale l'ha accusato di prendere soldi per la partecipazione alla trasmissione, e ha risposto tirando fuori 5 fantomatici miliardi che Pannella avrebbe intascato da Berlusconi in chissà quale campagna elettorale. Si sono sprecate ovviamente le discussioni su piazzale Loreto; memorabile poi la citazione di Vittorio Feltri, collegato da Milano: "Mi dispiace non essere in studio anch'io per contribuire al casino". Tra gli altri partecipanti, Borghezio (perché la campana della Lega non poteva mancare), il fantasma di Giorgio Bocca, una grandissima Iva Zanicchi e altri (per me) semisconosciuti. Sulla RAI il copione era lo stesso, in maniera quasi imbarazzante, con Capezzone a fare le veci di Pannella, Calderoli al posto di Borghezio e la solita carovana di parvenus televisivi alla Klaus Davi. Unico fuori programma, l'attacco finale al Vaticano che non si capiva cosa c'entrasse. Al di là delle chiacchiere, colpisce come in entrambe le trasmissioni gli applausi degli spettatori abbiano sottolineato in più momenti le posizioni meno buoniste rispetto alla vicenda di Saddam... magari non quelle estreme dei leghisti, ma soprattutto quelle più realistiche di Sgarbi e Feltri, che pur riconoscendo il valore negativo della pena di morte, hanno evidenziato come la storia di un dittatore mal si presti a esemplificare questa tematica, proponendo di guardare piuttosto quello che accade in Cina o negli stessi Paesi islamici per motivi ben più futili. Ancora una volta, come nel referendum sulla procreazione assistita, questi applausi sembravano segnare la distanza tra la gente comune e le verità della "grande stampa", che invece ha incensato in questi giorni lo sciopero della fame di Pannella, proponendo implicitamente una sorta di miscuglio confuso tra bene e male in cui paradossalmente Saddam finiva per farci un po' la figura della vittima. A chiudere il tutto, l'arrivo su Raiuno di Pippo Baudo, con Giletti che interrompe Calderoli perché è tardi e c'è un evento che non può attendere: il Pippo nazionale deve presentare i partecipanti al prossimo Festival di Sanremo. Più Italia di così... Il senso delle parole inviato da Vito, 25 ottobre 2006 @ 20:27 Spero che mi si perdonerà se parlo di televisione per due giorni di seguito, e se torno su un argomento già affrontato poco tempo fa. Stasera, al TG5, la persona "autorizzata dal comitato di redazione" ha spiegato che l'edizione del telegiornale sarebbe andata in onda "in forma inconsueta" a causa dello sciopero dei giornalisti etc. etc. Ora, qualcuno mi spieghi come si fa a definire "inconsueta" una situazione in cui i giornalisti hanno proclamato la bellezza di 12 - dico DODICI - giorni di sciopero da spendere entro fine anno. |