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Delle due la seconda inviato da Pietro, 2 novembre 2008 @ 22:33 Avevo detto che c'erano due cose riscoperte nel nostro rientrio in Italia. Della prima ho già detto, e aggiungerò qualcosa dopo questo weekend che ci ha visto fare un tuffo nel passato con visita ai cimiteri familiari sparsi per la Lomellina. La seconda cosa che c’era ma cambia è il lavoro. E qui quando dico cambia lo dico in senso letterale: partito nella mia strada lavorativa per inseguire il sogno di restare in università, e seguitolo fino ad arrivare in Germania, mi son trovato a fare i conti con la realtà e ad accettare la nuova sfida della media impresa del nostro Nord produttivo. Come dice il mio fratello fresco padre, tutti avrebbero pensato ad un futuro contrario per noi: ora lui prosegue il suo cammino della docenza-ricerca universitaria, mentre io mi sto imbattendo in questo nuovo strano mondo che è la libera impresa. Devo dire che il primo impatto è stato immediatamente positivo, ma ogni nuovo inizio porta dentro di sé quell’interesse e quell’attrattiva della novità appunto che lo rendono vicino, e a volte il proseguire fa sfumare l’impeto iniziale. In più, venivo da una situazione che davvero (e forse adesso a posteriori e per paragone me ne rendo ancora più conto) si stava incancrenendo, come stimoli, come sviluppo e come ambiente in generale. Ho preferito aspettare un po’ per gettare giudizi, che è sempre meglio: ma ancor oggi mi sveglio la mattina lieto per il lavoro da andare a fare, e questo vorrà pur dire qualcosa. Certo, man mano che passa il tempo mi accorgo che c’è molto da imparare, e forse anche da migliorare come si lavora: ma farà parte, spero, del contributo che potrò dare lì dove sto. Quel che adesso mi viene da dire è che esser sempre lieti quando si lavora è anche una grazia, un qualcosa che non è scontato. Anche che l’ambiente di lavoro sia godibile e piacevole (a parte alcune eccezioni che sono anche riuscito a provocare) è qualcosa che non è di tutti. E questo rende semplice, nel senso in questo caso anche di facile, accorgersi che uno è di più se stesso quando lavora, cioè in qualche modo contribuisce alla creazione del mondo così com’è. D’altra parte, questa facilità, anche se fosse solo momentanea, proprio in quanto facile chiede una responsabilità, che cioè quello che oggi è evidente sia come messo a tema nel rapporto con i colleghi, che uno, forte di una situazione anche favorevole e di un giudizio riconosciuto corrispondente, giochi questo giudizio nella vita di relazioni che inevitabilmente si crea in un posto dove noi si passa un terzo della nostra vita. E’ una sfida anche questa, anche più interessante perché lavoro in una ditta dove alcuni dei soci sono del movimento, e alcuni dei miei colleghi pure, quindi il rischio di darsi per scontati o di non implicare fino in fondo la sfida della serietà di un giudizio perché tanto ci sono altri che possono farlo e sono lì da più tempo è sempre dietro l’angolo. Vi terrò aggiornati, per ora buon lavoro a tutti. Una aggiunta finale: che il nostro orizzonte sia il mondo anche qui non sarà solo un’ipotesi: fra due settimane torno a Monaco per una fiera, e stiamo aprendo in Cina. Chissà che questo blog non possa diventare un giorno intercontinentale. A noi per ora basterebbe che tornasse ad essere a 4 mani... Il trucco c'è, e si vede inviato da Pietro, 25 aprile 2008 @ 10:41 Non si tratta di capire e riprodurre, ma solo di domandare che riaccada e di riconoscerlo. Questo è il trucco del cristianesimo. Altrimenti, anche tutto il fare quel che si deve fare, l’impegnarsi a fondo con la realtà, l’essere bravi là dove si è chiamati a stare, si riduce alla sterile esecuzione da bravi bambini del proprio compitino. Altrimenti non si capirebbe a cosa serve la Resurrezione e la Chiesa, il corpo e il sangue di Cristo. Di elezioni, lavoro, bimbi e altre sciocchezze inviato da Pietro, 4 marzo 2008 @ 11:25 Il 70% in Russia fa parlare di dittatura e brogli elettorali, a Monaco (dove si riconferma per i prossimi 6 anni il sindaco uscente SPD) si elogia il trionfo. A noi resta il gusto di aver votato in Germania: nessun poliziotto nei seggi, nessuna cabina ma dei semplici banchetti coperti da un paravento, un lenzuolo enorme per eleggere il consiglio comunale (in teoria, avevamo 80 voti, da poter distribuire dando un massimo di 3 preferenze a candidato), file anche dentro il seggio. Preoccuparsi dei brogli, e perché? Siamo tedeschi… Seggi aperti dalle 8 alle 18 (i pigri o chi aveva già prenotato le vacanze potevano anche votare per posta), risultati disponibili già alle 19. Dal giorno dopo i cartelloni vanno a sparire. Adesso aspettiamo di votare come iscritti all’AIRE per la sezione estero, e intanto assistiamo da lontano al teatrino della nostra politica. Rimando altrove per giudizi interessanti, in attesa che i giochi si chiariscano. La questione lavoro, per come sono fatto io, ha assunto connotati poco tranquilli con le contro-offerte dei miei due capi, a Trieste e Monaco. Tanto contento quando la scelta era semplice perché sembrava obbligata, mi sono trovato a ripensare quando l’obbligatorietà è sembrata venir meno: perché uno vorrebbe fare la scelta giusta, non solo una scelta fra tante. Alla fine scegliamo per Milano, nonostante la prevedibile fatica di un altro trasloco e di una nuova realtà: il lavoro è affascinante, e le prospettive interessanti. Si porta a casa anche una serie di discussioni sul lavoro e sul giudizio su di esso, che risuona anche (coincidenze? E chi ci crede?) dal testo di SdC: che ricchezza di esperienza è sempre quando un qualcosa è preso sul serio e buttato sul tavolo, se c’è gente che questa sfida la raccoglie ed è sempre pronta a provocarti. Si appresta a diventare quindi la settimana più interessante e piena della mia vita: oltre a dover definire questo passaggio lavorativo, ormai Michele è giunto al termine dei suoi nove mesi di tranquillità nella pancia della sua mamma, ed è l’ora che venga ad affrontare questo mondo. L’ultima visita conferma che tutto va bene, e se sabato non è ancora nato, andremo comunque in clinica per un controllo. Ormai l’attesa è diventata febbrile, e non solo E nel frattempo, dovrò anche chiedere il rimborso delle tasse all’Italia, che forse sarà l’impresa più difficile di tutte: nel 2006 alla fine avrei dovuto pagare solo qui in Germania, e quindi in teoria mi spetta il rimborso delle imposte versate in patria. Da un rapido confronto degli importi uno si pone alcune domande, niente di nuovo purtroppo ma a volte sorprendente: con moglie a carico, qui in Germania mi sono trovato a pagare un quarto di quello che ho pagato in Italia. Inutile dire che la differenza nei servizi è tutta a favore della Germania. E non parliamo degli assegni familiari: per il primo anno un bimbo qui prende un piccolo stipendio (450 euro circa), ovviamente per tener conto delle spese suppletive che comporta. Lascio aperta la domanda di dove vadano a finire i soldi delle tasse italiche. A volte, bisogna proprio amarlo il nostro paese per pensare di tornarci. Ma noi non si ha paura di impastarsi con la realtà che c'è, e in certi momenti sembra che la realtà stessa voglia accontentarci, anzi quasi costringerci. Saluti a tutti, e sopratutto un abbraccione a Vito, con un avviso-minaccia: stiamo arrivando... Giorni decisivi inviato da Pietro, 12 febbraio 2008 @ 18:08 Sono giorni decisivi è un’espressione ad oggi abusata. Sarà che nel mondo di oggi ogni decisione sembra improvvisamente pesante (oppure è tutto il resto che non conta niente, il che mi fa ancora più paura), ma che ogni cosa diventi decisiva dice a volta della pochezza di questa decisività. Io mi permetto di usarla per descrivere questi nostri giorni, e poi si vedrà se a sproposito. L’8 Mercoledì scorso ennesima ecografia: Puntino sta benone, e ha tagliato il traguardo del nono mese. All’avvicinarsi della scadenza l’attesa sale di intensità, e si moltiplicano le congetture sulla data: adesso ho scoperto che la luna giocherebbe un suo influsso. Non si capisce bene se la luna piena o quella nuova, la fase calante o quella crescente, comunque sicuramente ne gioca uno….dopo che è nato diremo quale. Anto si prepara, e stasera faremo la serata del corso preparto col partner: tutta da ridere. Questo nuovo protagonista della nostra vita si sta rendendo sempre più evidente e sensibile, e con l’attesa si mischia un po’ di paura. Intanto ha finalmente un nome, anzi tre: Michele (uno dei papabili, con una serie di valori aggiunti, fra cui l’essere il mio secondo nome e un nome della famiglia di mia mamma), Lorenzo (uno dei patroni di Roma, di cui ricorre quest’anno il Giubileo) e Maria (fra l’altro, la patrona della Baviera, terra di nascita del nostro). E’ anche stata settimana di decisioni per il futuro lavorativo. Ho ricevuto una proposta per un lavoro nei dintorni di Milano, una società di elettronica interessata a sviluppare il settore dei sensori di pressione, cui sono andato bene e che mi ha offerto delle prospettive interessanti. Si tratta solo di cambiare di nuovo location (da Monaco a Milano o dintorni) e mestiere (via dal mondo accademico per l’industria). Sembrava una decisione semplice, nel senso che i fattori erano tutti a favore, vista una certa qual cronica incertezza e instabilità del mio attuale ricercare universitario, ma l’ultima settimana ha visto le reazioni dei miei attuali capi, per certi versi inaspettate, sicuramente gradite, ma che hanno reso più complicata Sono stati e sono giorni decisivi, spero sia un po’ più chiaro e non del tutto fuori luogo. Per tutto quel di decisivo che è accaduto, accade o deve accadere, ci si affida alla Madonna (ieri i 150 anni di Lourdes) e si è sempre più grati della compagnia in cammino nella quale ci si trova. Siamo fortunati. Conferenza a Madeira inviato da Pietro, 3 febbraio 2008 @ 23:20 4 giorni a Madeira per una conferenza. Subito una sorpresa, brutta solo per le mie presunte doti di onniscienza: l’isola del Legno (in portoghese Madeira, la prima risorsa che i coloni usarono di essa) non c’entra nulla con le Azzorre come pensavo, anzi è più vicina alle Canarie che a loro…va beh, c’è sempre da imparare. Adesso inizia una settimana impegnativa, e non solo perché qui è Carnevale, e lo prendono seriamente. Ecografia, anniversari e decisioni per l’esistenza: ne parleremo nei prossimi giorni. Buona vita a tutti! |