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Tradizioni e novità inviato da Pietro, 18 dicembre 2006 @ 00:22 E' il nostro primo Natale da nuova famiglia, e già questo significa qualcosa. Siamo a Monaco, e questo vuol dire ancora di più: vuol dire che le tradizioni che ci portiamo dietro, quel che si è sempre fatto in famiglia e nelle proprie case, adesso è responsabilità nostra, e dentro un contesto nuovo. Così Anto due venerdì fa è venuta a prendermi al lavoro, e siamo andati a far compere. Niente presepe al Krippenmarkt, quello costa (ancora) troppo (e le statuine fatte a mano non impressionano poi tanto): si va al Kaufhof e si trovano la capanna, i personaggi principali (gli altri li lasciamo agli anni a venire), Anto si riscopre creativa con l'idea di carta da pacchi colorata al posto del muschio (introvabile!!) e del cielo, sorgono le discussioni se il bambinello sì o no prima di Natale. Niente albero vero, che poi come si cura passate le feste? Meglio un sano abete di plastica, ricco di addobbi rosse, palle e collanine, le immancabili lucine, e si incominciano ad accumulare pacchi e pacchetti di regali. Ripenso a cosa vuol dire tradizione, e alle discussioni che ci son state sul presepe. Mi accorgo che se noi ci teniamo a rinnovare le tradizioni delle nostre famiglie non è solo perchè è qualcosa che ci è piaciuto, e ci fa sentire in qualche modo legati a loro. E' anche e sopratutto perchè è qualcosa che preso come ipotesi si è confermato vero ed interessante anche per noi, e aiuta a tener presente e desta l'attesa di questi giorni. In questo senso, tradizione non è solo qualcosa del passato, è la sua verità riscoperta oggi. E non dimentichiamo dove siamo, anzi lo abbracciamo: ecco perchè al bagaglio di tradizioni che ci portiamo da casa, si aggiunge la corona dell'avvento autoctona, appesa alla porta di ingresso. Quando si ha ben chiaro da dove si viene e con chi si va, tutto diventa familiare. Un augurio di Santo Natale a tutti. ![]() ![]() ![]() Due iniziative inviato da Vito, 11 dicembre 2006 @ 13:32 La prima è un'iniziativa telematica, promossa dall'associazione Samizdat On Line, che per Natale invita a esporre un presepe sul proprio sito per non dimenticare Chi e cosa andiamo a festeggiare. La seconda è una mostra sulla drammatica realtà dei bambini-soldato in Uganda. La mostra sarà a Milano in piazza Duomo dal 13 dicembre al 7 gennaio. Non sparate sull'IKEA (ma su qualcun altro sì) inviato da Vito, 1 dicembre 2006 @ 19:04 Due settimane fa ho fatto un giro all'IKEA. Con pochi soldi ho messo in piedi uno splendido angolo-lettura: poltrona più lampada. Però non ero andato certo lì per comprare i pastori del presepe: che c'azzecca la capannina con le usanze nordiche? Devo dire la verità: mi sarei offeso di più se l'avessi trovata... se fosse stata accomunata alle finte sculture etniche, alle candele profumate e al bambù da mettere in salotto (be', quello in realtà ce l'ho). Come ho già detto, io sono della scuola di Eduardo: il Presepio è una cosa religiosa. Ed è una cosa che abbiamo inventato noi, e di cui dovremmo andare fieri. Assolti gli svedesi, quindi, non si può dire certo lo stesso di quelle storiche catene di distribuzione italiane, che agli scaffali dei presepi hanno preferito sostituire l'angolo Playboy. E non mi interessa se le motivazioni religiose sono palesi o coperte dalla ragion di stato del marketing: io lì quest'anno non ci metto piede. Le conigliette se ne faranno una ragione. |