to kalon
Vagliate tutto, trattenete il valore (1Ts. 5,21) ususususususitititusititfritcnititus

Esperienza di Sardegna
(scritto durante la permanenza, rivisto dopo)
inviato da Pietro, 19 giugno 2007 @ 00:17

Se volete un esempio chiarificante del valore educativo della frase che dà il titolo al ns blog, Vagliate tutto e trattenete il valore, dovete partecipare ad un matrimonio sardo. Dopo la cerimonia, la festa si compone delle seguenti parti: pranzo, a base di carne (antipasti, due primi, due secondi, contorni vari, frutta e dolci), per un totale di circa 3 ore; dopo di che, pausa di qualche ora e poi cena, a base di pesce (antipasti vari, brodini, due primi, due secondi, frutta e dolci), per un’altre due ore e mezza; se avete la fortuna (!?) di essere nella ristretta cerchia degli intimi (dei circa 500 invitati ai primi due pasti, se ne selezionano circa una ottantina), vi aspetta una notte per digerire, poi il giorno dopo ci si ritrova a finire gli avanzi, un’altra ora e mezza di straforo. Ovviamente, il tutto innaffiato di vino degli sposi, con negli intervalli caffè, amari e acquavite. Che c’entra la frase, direte voi? C’entra, perché se volete sopravvivere e poi avere una qualche idea di come affrontare il pranzo del secondo giorno, la soluzione è assaggiare un po’ di tutto il primo giorno, e poi decidere con ragione su cosa basare il menù del secondo giorno: allora, anche lo strafogo acquista un senso, e magari permette di saldare qualche conto con pietanze lasciate da parte. Certo, sarebbe più giusto riformularla come: Mangiate tutto, e rimangiate solo quel che vale, ma direi che rende l’idea.

Per il resto, qualche nota dell’esperienza sarda:

-         un bellissimo matrimonio, sia come partecipazione davvero di tutto il paese, sia nella cerimonia vissuta (con il coro della parrocchia con repertorio sardo: fenomenale!!!): segno, una volta di più, che quando la nascita di una nuova famiglia accade all’interno di un’esperienza viva, che comprende il senso di quel che fa, diventa davvero esperienza significativa per tutti (e in questo senso vale anche l’avvenimento del matrimonio di Lele ed Elisa un mese fa);

-         l’accorgersi una volta ancora, nel conoscere meglio gli sposi, persone impegnate nella vita sociale ed ecclesiale del loro paese, che una compagnia grande è aiuto al venire fuori di personalità unica, e si arricchisce di essa;

-         una festa sarda è ancora unica, anche se certe tradizioni cristallizzate mi si dice stanno perdendo un po’ della freschezza di nascita; se ne sono accorti anche i turisti tedeschi, pronti a festeggiare la sposa quando si sono imbattuti in essa, e ricambiati con un po’ di meline e pilichittos;

-         in mezzo a sardi che parlano sardo, ho rivissuto l’esperienza dei primi mesi in Germania, di essere tagliato fuori dal discorso: si coglie qualche parola, se sai di che si parla forse riesci a seguire, ma altrimenti out; comunque, qui parlano tutti anche l’italiano, e senza inflessioni dialettali, proprio perché è una lingua straniera che studiano a scuola;

-         la mia famiglia allargata è ormai una cosa enorme: sto provando ad assemblarne l’albero genealogico, e solo a livello orizzontale va oltre le possibilità di autoarrange del programma che uso. Si accettano suggerimenti...

Un ultimo paio di note, assemblate sulla via del ritorno:

1) come spesso accade, serve un incidente per accorgersi che Nuoro non è servito dalle FS, e che c'è una ferrovia del 1800 (a proposito, come sa chi ci segue, Nuoro non è l'unico capoluogo senza stazione FS, anche Matera si trova nella stessa situazione). Comunque, la cosa triste è che già non se ne parla più, quindi non cambierà niente; la cosa poi che non si sa, è che qui la maggior parte della gente usa i pullmann, e vista la conformazione non proprio pianeggiante del territorio, è anche meglio del treno: quindi, piuttosto di pensare alla strada ferrata, talmente improponibile che non si farà mai, pensiamo a qualche altra strada nell'unica regione senza autostrade...
2) venendo in Sardegna, e sopratutto nell'entroterra barbagino, si ha la sensazione di essere in un altro mondo. Poi ti accorgi che davvero non conosciamo molto dell'Italia stessa. Mi sorprende che ci sia chi pretende di avere delle soluzioni che vanno bene per tutti, in un paese dove ogni zona è una realtà diversa. Forse, hanno solo soluzioni che vanno bene per loro, a prescindere dalla realtà stessa...