to kalon
Vagliate tutto, trattenete il valore (1Ts. 5,21) ususususususitititusititfritcnititus

E miracolo fu
inviato da Pietro, 23 ottobre 2007 @ 00:04
La matematica dava ancora speranza, perchè lei definisce le possibilità e non tiene conto di altro. Il cuore sperava, ma lui spera sempre, anche quando la matematica non oserebbe esprimersi troppo ad alta voce. Avevamo messo il nostro bel chiodo sulla pista virtuale di Hamilton di cui parlavo nell'ultimo post, augurandomi che magari una puntina toccasse anche ad Alonso. E poi è successo, le combinazioni strane si sono succedute, ed ecco quel ragazzone finlandese a festeggiare stiracchiando la bocca in un sorriso che sembra quasi sorpreso di trovarsi su una bocca non troppo usa ad esso, a ringraziare tutti, dal compagno, ai meccanici, alla squadra fino all'ultimo sponsor. Raikkonen è campione del mondo, al primo anno in Ferrari, e solo terzo prima dell'ultimo Gran Premio. Serviva una serie di eventi concatenati perchè avvenisse, un piccolo miracolo. Ma i miracoli accadono. E non sono mai soli.
Io non dovevo neppure vederlo il Gran Premio: eravamo andati a trovare un amico che si era fratturato tre costole correndo i go-kart (quasi 50 anni, tre figli, eppure l'entusiasmo di un bambino), erano ormai le 18, la moglie ci accoglie e dice: Stefano è di sotto, sta per partire il GP. Cavolo, avevo quasi scordato: scendo e vedo l'inizio, rocambolesco, Hamilton che si ricorda di essere un pischello e rosica del sorpasso di Alonso, cerca di risuperare e se ne va per campi. Non ci si crede, ma è lì. Si torna di sopra, richiamati all'ordine, ci sono altre visite, e quasi senza saperlo mi trovo a recitare i vespri in tedesco: ogni occasione per pregare è benvenuta, farlo con amici con la normalità di una visita domenicale colpisce in profondità. Si discute un po', il tedesco è un pezzo grosso a cui avevo chiesto aiuto nella ricerca del lavoro e vuole sapere come vanno le cose, si parla della gravidanza di Anto, si discute e si giudica un po' di tutto. Anche questo è un miracolo. Poi gli altri visitatori se ne vanno, la padrona di casa va a Messa e sono da poco passate le 19: scendiamo di sotto, giusto in tempo per il sorpasso al pit-stop di Raikkonen su Massa. Mancano 15 giri, e il miracolo è in vista: 15 giri ad ascoltare i commentatori tedeschi gufare, perchè a Massa può capitare sempre qualcosa, un errore è sempre in vista e fortuna che Rosberg e la BMW sono tedeschi, altrimenti avrebbero gufato anche a loro. Finisce tutto bene, e un GP che non si doveva vedere si conclude a festeggiare con un amico che non si può neppure abbracciare, e che non può esultare come vorrebbe (uno per intendersi che viveva già a Monaco nell'82, e che ha bissato il bagno nella fontana il luglio scorso), perchè le costole fanno male, ma che rende la festa più bella, perchè festeggiare da soli in fondo è un po' triste. E questa possibilità è un altro piccolo miracolo.
A ben pensarci, la giornata è stata piena di miracoli, a partire dalla neve del giorno prima, perchè svegliarsi con il giardino coperto di neve è uno spettacolo, e quel silenzio soffuso di quando nevica dà un senso di pace; per continuare col saluto del nostro parroco, uno che per avergli chiesto di venire a portare la comunione ad Anto quando doveva stare sdraiata agli inizi di settembre, ti viene a cercare all'uscita della messa più di un mese dopo (senza più esserci visti da allora, noi si va quasi sempre a messa in centro) a chiederti come va, che io sono passato ogni due settimane e non ho trovato nessuno, e respira di sollievo quando gli porti la moglie sana e salva.
Troppi miracoli, dite voi? Qualcuno direbbe che tutto è miracolo, ma io credo che la cosa più miracolosa sia proprio l'accorgersi di questo. E sono grato che a volte mi accada. Con o senza mondiale alla Ferrari.