to kalon
Vagliate tutto, trattenete il valore (1Ts. 5,21) itususususususitititusititfritcnitit

L'alfabeto del blogger /8
inviato da Vito, 11 marzo 2007 @ 14:23
H come Human

Homo sum, humani nihil a me alienum puto: sono uomo, credo che niente di ciò che è umano mi sia estraneo. La celebre frase di Terenzio sarebbe già di per sé un ottimo motto per il blog, e non per niente una nostra amica blogger ne ha scelta una versione "ridotta" come titolo del suo. Ma cosa vuol dire umanoMi veniva in mente l'altrettanto celebre domanda del Salmo 8: Che cosa è l'uomo perché te ne ricordi, e il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Non se ne abbia a male un altro nostro abituale lettore, ma una risposta che ci piace l'ha data lui:

L'io, l'uomo, è quel livello della natura in cui essa si accorge di non farsi da sé. Così che il cosmo intero è come la grande periferia del mio corpo senza soluzione di continuità. Si può anche dire: l'uomo è quel livello della natura in cui la natura diventa esperienza della propria contingenza. L'uomo si sperimenta contingente: sussistente per un'altra cosa, perché non si fa da sé. Sto in piedi perché mi appoggio a un altro. Sono perché sono fatto.
(da Il Senso Religioso)

L'uomo si differenzia dagli animali, o dalle macchine, proprio perché è in grado - e non può farne a meno - di stabilire un rapporto di dipendenza con la realtà: con gli altri uomini, con le cose, con il "cosmo intero", ultimamente con Dio. La caratteristica che distingue l'uomo è la ragione, che in latino si dice proprio ratio, cioè rapporto, come riassumeva Berlicche l'altro giorno.

Cosa c'entra tutto questo con il blog? Avete mai sentito parlare di CAPTCHA? Questa chilometrica sigla significa Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart, cioè "test di Turing completamente automatico per distinguere i computer e gli umani". Perché anche il blog, nel suo piccolo, a volte deve chiedersi "Cos'è l'uomo?".

Infatti esistono dei simpaticoni che si divertono a scrivere dei programmi che sono in grado di girare per i blog e bombardarli automaticamente con decine e decine di commenti di informazioni pubblicitarie: il famoso spam. Nei giorni scorsi è successo anche a noi di essere subissati di questi commenti, che ho provveduto poi a cancellare manualmente. Le piattaforme di blog più famose, come Splinder e Wordpress, utilizzano tecniche anti-spam più evolute, mentre il nostro blog, che ho preferito costruirmi da solo, era inevitabilmente vulnerabile a questo tipo di problema. Come si fa, allora, ad assicurarsi che chi invia un commento sia davvero un essere umano e non un computer appositamente programmato? Qui entrano in gioco questi famosi CAPTCHA.

La forma più semplice consiste nel chiedere all'utente di inserire un codice di controllo, ricopiandolo da un'immagine in cui oltre a tale codice compaiono elementi grafici di disturbo. Infatti, un computer può trovare facilmente i campi da riempire con il messaggio da inviare e le altre informazioni (link, nome). Ma poiché non è dotato di ragione, va in crisi se gli si mette davanti un'immagine di questo tipo e gli si chiede di estrarre il codice alfanumerico dal "rumore di fondo", cosa che al contrario per un utente umano è questione immediata.



È anche vero che le tecniche di intelligenza artificiale fanno passi da gigante: i programmi diventano sempre più complessi, e sebbene non sia banale, iniziano a essere in grado di superare questi controlli. Ma ipotizziamo che un programma sia scritto per decifrare i codici come quelli che ho inserito nel nostro blog. Basterà variarli di poco, ad esempio ruotando le lettere e le cifre, o inserendo qualche linea di un altro colore, e probabilmente il programma sarà di nuovo in difficoltà, e avrà bisogno di essere modificato per gestire la nuova situazione.

La ragione umana, invece, certamente può e deve essere allenata, ma il bello è che non ha mai bisogno di essere riprogrammata. È data una volta per tutte: poi tutto sta ad usarla!

(8 - continua)

RSS, questo sconosciuto
inviato da Vito, 3 gennaio 2007 @ 11:49
I feed RSS sono una delle novità di Internet che più spaventano chi era abituato all'idea "classica" della navigazione sul Web. Non mi stupiscono, quindi, le domande che ho ricevuto sull'argomento, e a cui cercherò di rispondere con questo piccolo tutorial. Io stesso sono stato a lungo scettico, prima di riconoscere che effettivamente - vista la mole di informazioni che circola in rete e il numero di fonti su cui quotidianamente ci teniamo aggiornati - i feed possono essere la bussola per orientarsi in questo mare magnum.

Le informazioni tecniche, in questo post, saranno ridotte al minimo (per chi fosse interessato, consiglio di guardare altrove). Diciamo soltanto che un feed è un documento in cui sono elencati una serie di item (turiamoci il naso e usiamo il termine inglese). Ogni item può rappresentare un intero articolo di giornale, oppure un suo estratto, un post di un blog, o anche qualcosa di più esotico: una fotografia o un file audio, per esempio. Ovviamente, il contenuto dipende da chi "scrive" questo documento. Ci sono siti e blog - come questo - che pubblicano i post completi, altri che pubblicano soltanto le prime righe e il link per leggere la versione completa, altri ancora che pubblicano addirittura feed separati per diversi argomenti. Per esempio, il nuovo sito de Il Giornale pubblica un feed per le notizie dell'edizione nazionale e altri tre per altrettante edizioni locali (Milano, Genova e Roma). In ogni caso a ciascun item, oltre al contenuto vero e proprio, sono normalmente associati alcuni parametri: il titolo, l'autore, la data di pubblicazione, il link per accedere alla corrispondente pagina Web.

Fin qui, comunque, niente di straordinario: il feed non è altro che un file di testo, scritto secondo un particolare formato, che si trova fisicamente sullo stesso server del sito a cui si riferisce. Ma come si fa a leggerlo? La posta elettronica non c'entra: diversamente dalle newsletter, iscriversi a un feed non vuol dire ricevere messaggi nella propria casella e-mail. Diciamo che ci sono fondamentalmente due possibilità: si installa un programma apposito (aggregatore) oppure si sceglie un lettore con interfaccia web. Dopo aver installato il programma, oppure aver creato il proprio account se si opta per la seconda soluzione, si crea la lista dei feed che vogliamo seguire (si parla di iscrizione, anche se secondo me il termine non è del tutto appropriato). Il programma (installato direttamente sul nostro computer oppure sul server che fornisce il servizio di lettura via web) si occuperà di scorrere periodicamente la lista di indirizzi dei feed a cui siamo iscritti e aggiornarli con i nuovi item pubblicati. A seconda dell'aggregatore che utilizziamo, avremo a disposizione diverse opzioni per catalogare e gestire i nostri feed (ad esempio, suddividerli in cartelle in base all'argomento, assegnare delle etichette ai singoli item, etc.).

Personalmente, io utilizzo Google Reader per seguire gli aggiornamenti dei tanti blog che visito quotidianamente. Per avere uno sguardo rapido sulle ultime notizie, ho installato invece l'estensione InfoRss per Firefox, che ho puntato sui feed del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport (in questa schermata si possono vedere entrambi all'opera). Va detto che anche le ultime versioni dei browser più diffusi sono in grado di leggere i feed RSS; tuttavia, se si è iscritti a un numero elevato di feed è sicuramente più comodo usare un programma dedicato. I servizi via web come Google Reader o Bloglines sono ancora più flessibili se non si utilizza sempre lo stesso PC e si ha la necessità di mantenere sincronizzata la lista dei feed, ad esempio tra casa e ufficio.